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Il mago di Oz secondo Paolo Massagli

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. È il terzo venerdì del mese e questo significa… webcomic. In un certo senso.

Il fumetto di questo mese è Oz, nella sua reinterpretazione di Paolo Massagli. Conta solo a metà come webcomic (il che non riduce il suo valore, ma solo la sensatezza dell’appartenenza a questa rubrica, ma anche chissene) perché, anche se attualmente si trova (parzialmente) online qui, è un progetto che nasce cartaceo e tornerà a breve ad esserlo grazie a La piccola volante, che grazie al cielo pubblicherà l’anno prossimo la versione integrale.

oz-cover

Comunque, siccome per adesso si può leggere quasi tutto online e quindi rientra almeno in parte nei canoni di questa rubrica, BAM. Il webcomic di questo mese è Oz.

Di Paolo Massagli avevamo già parlato qui, nella recensione dello spettacolare Toxic Psycho Killers. Il mio giudizio sul Massagli disegnatore non è cambiato: le sue tavole mi fanno uscire di testa. Massagli ha questo tratto super pulito, fatto di linee nerissime e bianchi accecanti; ragazze discinte; un’impostazione generale votata all’esaltazione estetica che trascina il lettore in mondi strambi, a volte malati, eppure bellissimi. È un po’ come prendere una pulsione narrativa molto underground (e non a caso buona parte dei lavori di Massagli sono pubblicati da Hollow Press) ed estetizzarla all’estremo.

Oz è, visivamente, sostanzialmente sulla stessa strada. Solo che lo spunto narrativo, questa volta, è l’adattamento del romanzo di Frank L. Baum.

Ci si potrebbe aspettare, quindi, che partendo da un soggetto ed una sceneggiatura forti e ben definiti, l’approccio di Massagli sia più orientato alla narrazione tradizionale, alla trasposizione dura e pura. Un po’ come siamo abituati a vedere in numerosi altri adattamenti, non ultimo quello sempre del ciclo di Oz di Skottie Young.

oz skottie young.jpg

minifiabeL’operazione è un po’ quella che già Massagli fece con Minifiabe, ma l’esito è completamente differente. Nel libro pubblicato da Cagliostro, infatti, l’autore si lanciava in una serie di rivisitazioni in pagina singola di svariate fiabe, da Pollicino a Raperonzolo alla Sirenetta. Ma lo spazio limitato (oltre ad un segno ancora acerbo, soprattutto se paragonato ai fasti odierni) annullava quasi del tutto ogni componente narrativa rendendo il progetto una collezione d’illustrazioni in senso stretto più che un albo di fumetti brevi. Dei bei poster da stampare e appendere in camera.

Qui invece, per quanto la narrazione proceda per suggestioni e immagini fugaci, e sia a conti fatti una sottostruttura piuttosto esile entro cui spingere le matite, la storia è ben presente. È nascosta, sottile, fatta di pochissimi dialoghi e tante vedute mozzafiato, ma c’è. Ed è proprio questa la forza di Paolo Massagli: quella di riuscire a raccontare per atmosfere, per immagini di grandissimo impatto, più che con parole e consequenzialità, ma comunque a raccontare. Il suo Oz prende il lettore e lo getta in un mondo concretamente bizzarro, esotico, popolato di creature e personaggi strani, riuscendo agilmente ed incisivamente a riprodurre un’atmosfera che è solo sua.

Non vedo l’ora di mettere le mani sull’edizione completa in volume, per poter godere con calma della raffinatezza estetica di un autore che, a ogni opera, mi convince sempre di più. Nel frattempo ci accontentiamo delle (non poche) tavole presenti online, gustandoci i disegni e lasciandoci trasportare in un mondo innegabilmente affascinante.

oz 7.jpg

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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