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Top7 delle anteprime di novembre

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Dopo un periodo di pausa forzata, che ha fatto slittare la classifica di novembre a dicembre (anche se di poco), ci rimettiamo in carreggiata. Ecco quindi a voi le 7 (ormai va così) migliori novità annunciate lo scorso mese. Taccuino in mano per prendere appunti e… buona lettura!

7) Topolino sbarca in fumetteria (Panini Comics)

Se seguite questo spazio da un po’ ormai saprete che non sono un accanito lettore Disney. Non so bene il motivo, ma fin da piccolo le avventure di Topolino e soci, in particolar modo quelle a fumetti, non mi hanno mai preso.

In ogni caso, da quando Disney Italia è stata assorbita da Panini, molte cose sono cambiate: abbiamo cominciato a vedere parecchie ristampe, anche lussuose, di storie più o meno classiche, più o meno fondamentali. Penso per esempio ai vari Mikey Mouse Mistery Magazine o a Uack, collana nata come riedizione delle storie di Carl Barks e poi tristemente naufragata.

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In ogni caso, ora Panini fa un passo in più e porta il settimanale Topolino anche in fumetteria. È un bel cambiamento, in termini di posizionamento commerciale e direzione comunicativa, quindi ve lo volevo segnalare. Se voleste rimanere più sul pezzo sulle mille testate e pubblicazioni Disney vi rimando a Topoinfo, un sito che contiene tutto quello che cercate. E pure qualcosina in più.


6) Sky Doll 1 (Bao Publishing)

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Dopo lunghissimi anni d’attesa è arrivato il quarto volume di Sky Doll. Tutto molto bello, ma… e per quelli che si sono persi i precedenti tre capitoli e non hanno recuperato la raccolta?

Niente paura. Ci pensa Bao a voi, ristampando la serie da capo in formato originale francese. 15 euro, 48 pagine, tanti colori. E di nuovo. Tutto molto bello, ma… Sono un po’ infastidito che la raccolta, Decade, sia in formato ridotto e messa a fianco a Sudra sia un cazzotto in un occhio? Sì, sono un po’ infastidito. Ma sono abbastanza infastidito da ricomprarmi i tre volumi singolarmente? Mi sa di no.

In ogni caso la serie rimane super consigliata a chiunque non abbia già avuto modo di leggerla. Se negli anni scorsi avete sempre guardato altrove è arrivato il momento di lasciarvi tentare.


5) The Wicked + The Divine (Bao Publishing)

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Con ordine. The Wicked+The Divine mi ispira zero. Non so se è per via delle copertine, o per lo sceneggiatore Kieron Gillen (col quale ho un rapporto un po’ conflittuale), o magari per una questione di puro pregiudizio, ma proprio su di me non ha appeal. Al contempo, però, tutti ne parlano super bene. Bene al punto che non posso far finta di niente. Per approfondire la cosa vi lascio l’articolo su Fumettologica a riguardo, scritto dal sempre tagliente Evil Monkey.

Detto ciò continuo ad essere poco convinto, quindi vedrò di chiarirmi le idee e, nel caso, vi farò sapere. Di certo il volume cartonato a 19 euro, stile Descender, non invita alla prova a cuor leggero.

Nota finale. 5 copertine diverse. Sul serio.


4) Monolith. Primo tempo (Sergio Bonelli Editore)

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Monolith. Quel progetto mezzo cinematografico fatto da Recchioni, Uzzeo e LRNZ. Il primo volume lo si poteva trovare in anteprima a Lucca ma me lo sono lasciato scappare, preferendo altre cose: alla fine non mi pesa aspettare fino a gennaio per leggerlo.

Devo ammettere d’esser combattuto su Monolith. Da un lato LRNZ, nella sua ultima veste un po’ meno manghettosa, mi piace molto. Ma molto molto. Dall’altro ho davvero un brutto rapporto per i progetti che nascono al di fuori dei limiti di un linguaggio. Capiamoci: non è che ci sia niente di male, e anzi è meglio così che fare poi un motion comic. È a me personalmente che questa cosa fa storcere un po’ il naso.

In questo contesto Monolith, che vuole essere un fumetto ma anche un film, mi convince a metà. Visivamente (a Lucca l’ho almeno sfogliato) è spaziale, e non mi aspettavo nulla di meno. Però del film onestamente non me ne frega niente. E quindi si aprono due scenari. O il fumetto è completo in se stesso, e allora il film che l’hai fatto a fare? Oppure no, ed è un vero progetto unico con più rami, e allora a me non mi pigli perché, ripeto, del film frega zero. Quindi per adesso… stiamo a vedere.


3) La favorita (001 edizioni)

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Matthias Lehmann è un autore finora (quasi) del tutto inedito in Italia e pertanto, visto che già con l’inglese ce la caviamo così così e figuriamoci col francese, pressoché sconosciuto. 001 riempie il buco traducendo e pubblicando (al solito prezzo super abbordabile cui ci ha abituati negli ultimi mesi) La favorita.

Non ho ancora avuto modo di leggerlo ma l’ho sfogliato e, lasciatevelo dire, sembra davvero ma davvero figo. Ne riparleremo di certo molto presto. Nel frattempo, se passate per Bologna e siete in cerca di ispirazione, in via San Giacomo trovate affisse delle immagini di Lehmann che dovreste vedere: fanno un effetto pazzesco.

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2) Polina (Bao Punlishing)

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Ecco questo è parecchio interessante. Non tanto per il fumetto in sé: Polina è, tra le opere di Bastien Vivès che ho letto, quella che mi è piaciuta di meno. Ho apprezzato ben di più Il gusto del cloro e Tra due cuori, altrettanto paracule ma in qualche modo più convincenti.

In ogni caso, per quanto Polina rimanga una lettura piacevolina, è interessante questo annuncio più che altro perché (almeno così spero) implica che nei prossimi mesi torneranno sugli scaffali anche gli altri titoli di Vivès, caduti un po’ nel dimenticatoio dopo che Black Velvet/The Box hanno abbandonato (si fa per dire) i giochi. Quindi aspettatevi di sentirne parlare ancora, ché Il gusto del cloro, Tra due cuori e Veri amici sono proprio fighi (che vi devo dire, mi piacciono le cose paracule).


1) Tokyo Ghost 1 (Bao Publishing)

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Ecco, questo si preannuncia davvero molto figo. Una nuova serie Image scritta da Rick Remender (quindi si capirà sì e no molto poco) ambientata in un futuro tutto sbarellato e un po’ distopico. Corse pazze in moto futuribili, cazzotti e cacciatori di taglie. Non c’ho capito molto: ho leggiucchiato il primo albo in lingua con poca attenzione, mi rifarò con l’edizione italiana.

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Comunque Rick Remender, con tutte le sue pecche, rimane uno scrittore capace di convincermi con soggetti da una riga portati avanti con convinzione e dignità (praticamente quello che farà Millar quando imparerà a scrivere). Basti pensare, per esempio, a Black Science: una serie con un’idea molto molto classica di viaggi dimensionali ma che, a modo suo, funziona. Oppure a Low, avventura subbaqqua parecchio riuscita.

E poi alle matite troviamo l’impareggiabile Sean Gordon Murphy (di lui avevamo parlato ai tempi di The Wake e, recentemente, con Chrononauts), colorato dall’altrettanto impareggiabile Matt Hollingsworth.

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Insomma, Tokyo Ghost lo devo leggere, appena possibile. Ché, in attesa del suo debutto su Batman, di Sean Murphy non ne ho mai abbastanza. Certo che se avessero deciso di fare questo qui, con i suoi disegni incredibili, cartonato e di formato più grande, invece che The Wicked+The Divine, sarei stato ben più contento.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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