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Lâchez les chiens

Ragazzuoli, salve a tutti bentornati. Sguinzagliate i cani.

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Negli ultimi mesi, lavorando all’organizzazione di BilBOlbul, ho conosciuto Aniss, un ragazzo belga che dice che ho un sorriso da nonno. Abbiamo fatto amicizia e mi ha dato da leggere alcune cose (fortunatamente tradotte in inglese altrimenti non c’avrei capito niente) che si è autoprodotto all’interno della sua etichetta super indipendente Phobia Presse.

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Tra le varie cose che ho letto, She mi aveva particolarmente colpito, e ancora adesso mi trovo a ripensarci: un racconto breve, amarissimo, trasposizione di un sogno. È un albetto molto breve, poco più di una manciata di pagine, ed è intriso di una bellezza difficile da descrivere, dal tratto ai dialoghi. E ha dentro una delle frasi più taglienti e meglio azzeccate che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.

Già da lì era chiaro, in modo abbastanza inequivocabile, come Aniss riuscisse con una gran naturalezza a condensare in testi e immagini concetti e situazioni complicati, cogliendo in poche o pochissime parole e magari una sola vignetta l’essenza della scena, veicolando nulla più del necessario ma concentrandosi su quello che veramente importante. Madonna, quel “I use my unhappines to make other peolple like me” [vado a memoria, alcune parole potrebbero differire]  è una stilettata di precisione chirurgica e potenza pneumatica.

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Così, dopo She e l’antologia Du sel sur mes plaies, all’annuncio di Sguinzagliate i cani, pubblicato (in italiano) da Delebile, non potevo che stare in fibrillazione. L’albo è poi stato stampato e ho avuto modo di leggerlo durante (e dopo, svariate volte) i febbricitanti giorni di festival. Ed è splendido.

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Sguinzagliate i cani è una selezione dei numerosi fumetti compulsivi scritti da Aniss El Hamouri e poi caricati online seguendo una regola ferrea: un racconto breve a settimana. Il limite temporale, la fretta appunto compulsiva, è stata la risposta all’esigenza di scrivere e disegnare, di getto, senza perdere nel percorso creativo la spontaneità e la necessità del racconto. E la spontaneità è, se vogliamo, il cardine del volume, che ne è influenzato in ogni suo contenuto.

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Niente colori, solo fittissimi e nervosi tratti in rapidograph a rappresentare scene compatte, senza orpelli né fronzoli, dirette nel loro comunicare anche quando il messaggio o la trama rimangono sospesi in un finale che non mostra tutto, ma lascia trasparire spiragli di quanto è successo. “Non mi importa se la trottola cade o no”, diceva Aniss durante la presentazione del volume.

C’è una sincerità di fondo in questo bell’albo spillato (che nella confezione editoriale è tutto fuorché grezzo, staccando dall’impulsività del racconto) che mi ha sinceramente colpito. Si poteva pensare che ne uscisse una collezione di racconti inutili, fatti per forza giusto per sottostare a quella regoletta di cui sopra: disegna in ogni caso. Invece ancora una volta, e anche grazie ad un lavoro di traduzione come se ne vedono davvero pochi, Aniss confeziona dei testi commoventi nella loro precisione per nulla artefatta e, in generale, un volume che trasmette una brillante necessità narrativa. Il primo racconto, per esempio, che è una vera mazzata che continua a tornarmi in mente, è un capolavoro di pulizia narrativa e concettuale, toccante come poche altre cose. La frase finale, “Sì, è una cosa brutta”, è francamente impossibile da dimenticare.

Non che tutti i racconti siano dei macigni che ti rimangono nello stomaco. Alcuni mi hanno fatto genuinamente sorridere, anche ridere di gusto (ma comunque amaramente), come il tristemente accurato episodio sul colloquio di lavoro. In ogni caso, da una pagina all’altra, si percepisce di star leggendo qualcosa di vero, di sentito, che anche nelle derive più onirico-metaforiche colpisce punti morbidi lasciando il segno.

Il risultato, questa miscellanea di racconti slegati, quasi del single liners, è potentissimo. Dieci storie brevi più le due singole pagine in seconda e terza di copertina, ognuna capace di lasciare il segno. Trovate Sguinzagliate i cani in vendita sullo store di Delebile a 6 euro. Andate a cercarlo e ordinatelo, magari prima preparatevi la bocca e leggetevi il racconto messo in anteprima su Fumettologica, ma convincetevi. Perché di fumetti belli quest’anno ne ho letto più di qualcuno, ma pochi mi sono rimasti dentro così tanto. E consigliarvi quei pochi fumetti così intensi è il favore migliore che posso fare.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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