Una favola per iniziare bene l’anno nuovo: Il re rosa

Navigavano in compagnia di un centinaio di bricconi dannati e di qualche imbecille trascinato a tradimento sul grande bastimento della disperazione. Nella solitudine del quadrato, fatta di mappamondi e di bussole, studiavano le carte navali, alla ricerca dello scoglio che li avrebbe liberati.

Lo scoglio che li avrebbe fatti affondare verso la morte… la morte senza leggenda… l’eterno riposo.

il re rosa

Salve a tutti e bentornati! Dopo lo sfogo di ieri è bene fermarsi, fare un passo indietro. Non vorremo mica cominciare l’anno nuovo con la bile in bocca, vero?

Quindi ecco qua la prima recensione dell’anno, scritta per i ragazzoni di Concretabook, che parla come promesso di un bel fumetto.

Il re rosa, di David B., è un sorprendete libricino di 44 pagine, trovato per caso in uno scaffale nascosto di una fumetteria e subito acquistato. Una storia poetica e leggera, che ti coglie alla sprovvista sia per i testi che per le splendide tavole. Ve lo consiglio sinceramente. Come al solito trovate qui la recensione completa. Buona lettura e alla prossima!

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L’estate scorsa, quando c’era la cometa nel cielo…

Mmh… l’acqua è molto più alta che a Pasqua…

Non ci sono nemmeno quei ragnetti che ci scivolano…

Bisogna che lo guadiamo…

Eh-eh-eh… Dai! Figata!

l'estate scorsa 1

Salve a tutti e bentornati per la nostra mensile recensione sulle pagine di Concretabook. Il fumetto di cui vi voglio parlare questo mese mi ha molto colpito per la sua franchezza narrativa ma anche per la sua capacità di emozionarmi, rapirmi, commuovermi.

Paolo Cattaneo, con L’estate scorsa, mette assieme una serie di istantanee a formare un racconto corale di quel periodo della crescita che precede immediatamente l’adolescenza. Un periodo fatto di piccole avventure, primi amori e grandi (ma spesso inosservati, quasi invisibili) cambiamenti che poco alla volta fanno di noi quello che siamo.

Con un’eccezionale capacità descrittiva, una regia magistrale ed una totale, ammirevole e sorprendente assenza di qualsiasi vergogna nel mostrare senza filtri anche i momenti più spiacevoli, Paolo confeziona un racconto intenso dal gusto dolceamaro, da leggere e ricordare.

Come al solito il commento completo a questo fumetto consigliatissimo lo trovate a questo indirizzo. Buona lettura!

Sasso Carta Forbice, il peso della menzogna

“Più grande la menzogna, più facile mentire”. So come reagirebbe TJ se gli raccontassi tutta la verità. Non voglio perdere un amico, è l’unico che mi fa sentire normale”

sasso carta forbice cover

Salve a tutti e bentornati per il nostro mensile appuntamento sulle pagine di Concretabook. La graphic novel di cui vi parlo questa volta si intitola Sasso Carta Forbice, di Robledo e Toledano. Ha ormai qualche anno, venne infatti pubblicata nel 2013 da Bao Publishing, ed è una storia di bugie ma anche d’amicizie.

Mi sono davvero divertito a leggere questo volume, che vi consiglio, perché sa parlare di cose importanti come la sincerità e l’importanza dell’amicizia ma senza suonare pretenzioso. Anzi, è un volume che sa anche intrattenere senza troppe pippe.

Il commento completo lo trovate, al solito, a questo indirizzo, ma vorrei spendere un altro paio di righe per fare un attimo il punto della situazione ed esporvi i miei piani per l’immediato futuro (che così magari riesco a rispettarli).

Questa settimana (diciamo mercoledì se tutto va bene) dovrei riuscire a pubblicare la recensione del primo albo di Nuovo Mondo, terza stagione di Orfani, e poi venerdì la classifica delle anteprime. Ripartiremo poi la prossima settimana molto carichi perché cominceremo (finalmente) a guardare gli acquisti lucchesi partendo da Paranoid Boyd, Vita di Simone Prisco e Per sempre altrove/Altrove per sempre del duo Guarnaccia/Ghetti. E poi a seguire l’appuntamento annuale con The Walking Dead, che quest’anno ha visto chiudersi il ciclo Guerra Totale, e (quando mi arriverà) la recensione di Rim City, degli atomici Apreda e Orlandini.

Ma non è tutto, perché in mezzo conto di infilarci anche un sacco di commenti a manga appena iniziati e che non vedono l’ora d’esser letti (Inuyashiki, Faccia di cane, La farfalla assassina, Wet Moon…), magari spendere due parole su Secret Wars e un paio d’altre cosine interessanti (chi ha detto Toxic Psycho Killers?).

Quindi restate sul pezzo, cercherò di farlo ancheio, perché è un periodo carico di letture incredibili. Per facilitarvi il compito, ve lo ricordo che non fa mai male, iscrivetevi alla pagina Facebook di Dailybaloon per rimanere sempre aggiornati e per beccare pure qualche commento lampo o consiglio estemporaneo.

Detto questo vi ho tediato abbastanza, vi lascio (di nuovo) alla recensione di Sasso Carta Forbice che trovate qui. Ci vediamo tra qualche giorno.

Compagni d’appartamento, tra disavventure e luoghi comuni

Allora, io sottoscritta mi faccio garante per mio figlio Maxime in merito alla condivisione dell’appartamento bla bla bla… una piccola firma ed è finita! Non ho perso la mano dai tempi delle giustificazione del liceo.

compagni d'appartamento - cover

Salve a tutti e bentornati per il nostro mensile appuntamento sulle pagine di Conretabook. Il fumetto di cui vi parlo oggi si intitola Compagni d’appartamento, di Sylvain Runberg e Christopher, edito in Italia da Blackvelvet.

Questo volume aveva attirato la mia attenzione per via del suo autore, Runberg, che avevamo trovato ai testi qualche tempo fa sull’apprezzabile (e poi scomparso nel nulla dopo il secondo volume) Konungar. Mi incuriosiva che qualcuno riuscisse a passare agilmente da storie fantasy vichinghe a racconti post-universitari, così ho acquistato l’albo e me lo sono letto.

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Purtroppo non mi sono trovato l’opera che mi aspettavo, e Compagni d’appartamento si limita un quadro della gioventù moderna parecchio parziale, farcito di luoghi comuni talvolta parecchio fastidiosi. Al contempo non riesce nemmeno a sconfinare nello slice-of-life duro e puro in cui anche se la visione è parziale va bene lo stesso, perché in queste pagine si nota costantemente un certo distacco dai personaggi che rende molto difficoltosa ogni immedesimazione. Quindi… vi anticipo che il mio giudizio su quest’opera non è particolarmente positivo, e che forse passare dai vichinghi agli universitari non è cosa scontata. Per saperne di più e per leggere il commento completo, come sempre, non avete che da cliccare qui.

Io le pago, riflettere sui rapporti e sulla prostituzione

Ho ripensato al commento della tua matrigna su di me. Che non ho rispetto per me stesso.

Prendi un uomo come il mio amico R___, che è stato mollato dalla fidanzata. È a pezzi. Sta soffrendo. E perché sta soffrendo? Perché è stato rifiutato. Perché ha bisogno di una che sia innamorata di lui.

Senza quella voce esterna che gli dice “Ti amo”, lui crolla. È per questo che la gente va in cerca di relazioni romantiche  – – sono insicuri – – hanno bisogno di qualcuno che gli dica che sono amabili. O belli. O almeno carini.

Chi ha rispetto di sé non ha bisogno di relazioni romantiche. Chi paga per far sesso non sta usando le relazioni sessuali per puntellare il suo fragile ego.

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Salve a tutti e bentornati ad un’altra recensione, come ogni mese, per le pagine di Concretabook. La graphic novel di questo mese parla, come avrete intuito dalla citazione iniziale, di prostituzione. Di sesso a pagamento.

Io le pago di Chester Brown, portato in Italia ormai qualche anno fa da Coconino, è la storia vista da dentro delle avventure di uomo che rifiuta la “convenzione” dell’amore romantico, della monogamia possessiva, e decide di affidarsi per i suoi incontri sessuali a professioniste del settore.

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Chester, autore e protagonista del racconto, non fa nulla di illegale (in Canada la prostituzione, in certe forme, non è reato) né, per lui, di immorale. Anzi. In questa specie di diario degli anni passati a dedicarsi a questa attività il narratore ci mostrerà, con una certa ironia di fondo, le sue svariate esperienze sessuali e le sue discussioni con amici e parenti che per lo più non lo capiscono e lo criticano.

È una lettura interessante e genuina che genera più di qualche riflessione, che spinge a mettere in dubbio le proprie convinzioni o a confrontarsi con opinioni sull’argomento diverse da quelle “usuali”. Io le pago si è rivelato essere un fumetto molto godibile che merita di certo un’occhiata, se volete saperne di più trovate la recensione completa qui, se vi va poi fatemi sapere cosa ne pensate.

Con questo vi saluto. Con Concretabook ci rivediamo il mese prossimo mentre qui l’usuale routine riprende il suo ritmo. Buona lettura!

Piena di niente: quattro storie vere sull’aborto e l’obiezione di coscienza in Italia

“Sto male…”

“Gliel’ha detto anche il medico: è normale.”

“Ma sto male…”

“Su, riposi. Non può suonare sempre, sveglierà le mamme e i loro bimbi, di là. Il medico non obiettore non c’è, finché non arriva non so che dirle.”

“Non si può avere una stanza lontano dai bambini? Il loro pianto… mi dà alla testa…”

“Ma perché vuoi stare lontana dai bambini, cara? Non lo sapevi che lo avresti ammazzato? Devi ritrovare la pace… Il senso di colpa ti dilanierà come Cristo in croce…”

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Salve a tutti e bentornati! Oggi giornata particolarmente intensa, con ben due articoli! Non succedeva da un sacco di tempo…

Oltre alla nostra mensile classifica delle anteprime, che se ve la foste perse potete trovarla qui, eccoci infatti con l’altro nostro appuntamento mensile: quello con le pagine di Concretabook. Il fumetto che ho deciso di recensire questo mese è una graphic novel difficile che parla di un tema molto delicato: l’aborto e l’obiezione di coscienza.

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È un argomento di cui non si sente parlare spesso, nel mondo della letteratura disegnata, e che Alessia di Giovanni e Darkam approfondiscono nella loro opera Piena di niente, edita quest’anno da Becco Giallo. Non mi resta dunque che rimandarvi alla recensione completa, che come al solito trovate qui, nella quale troverete tutte le riflessioni del caso. Per il resto vi auguro buona lettura e… alla prossima!

Cosmicomic: la cosmologia a fumetti

Scopriamo da dove viene quel rumore. In fondo non dobbiamo mica cercarlo in tutto l’universo.

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Salve a tutti e ben ritrovati. Questa volta, per la nostra recensione mensile sulle pagine di Concretabook, parliamo di un fumetto diverso dal solito. Cosmicomic è un fumetto che fa divulgazione scientifica, che parla di scienza, di cosmologia ad esser precisi. È una bella lettura che racconta la storia di una branca dell’astrofisica affascinante e sconosciuta ai più (oltre ad essere quella di cui mi occupo nei miei studi, ma questo non vuol dire).

Se vi chiedete come e se sia possibile fare divulgazione scientifica a fumetti, se siete curiosi di sapere anche solo cosa sia questa cosmologia di cui parlano tutti (?), se l’universo vi affascina e volete sapere come si è arrivati alla sconcertante scoperta del Big Bang… Troverete quello che cercate in questa recensione (e poi in libreria se vorrete leggere il volume).