Marvel Now! Avengers

La testata Marvel Now! che questo mese ha raggiunto quota 3 è Avengers, senza Uncanny davanti mi raccomando. E come ormai è tradizione tre albi pubblicati significa che si può cominciare a guardare al contenuto e fare qualche riflessione, o almeno questa è la linea d’azione che abbiamo seguito finora con il reboot Marvel. Quindi vediamo un po’ cosa sta succedendo dentro a questa seconda linea editoriale dedicata ai Vendicatori, ma non prima di un breve excursus storico.

Cover componibile dalla bizzarra prospettiva dei primi tre numeri di Avengers.

Cover componibile dalla bizzarra prospettiva dei primi tre numeri di Avengers.

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Marvel Now! Incredibili Avengers

uncanny-avengers-1-cassaday-coverMarvel Now, Marvel Now e ancora Marvel Now. Se ne è parlato e se ne continua a parlare un sacco. Ne abbiamo accennato, qualche tempo fa, anche su questo blog in un articolo di Considerazioni Preliminari scritto poco dopo l’uscita dell’albo Marvel Now! Prologo; e visto l’interesse generale a questo “evento editoriale”, a questo pseudo-reboot-ma-per-carità-non-chiamatelo-così-che-sennò-MML-si-incazza-chiamatelo-rilancio, è meglio dare un’occhiata più da vicino e vedere come stanno le cose. Quindi questo sarà il primo di una serie di articoli che scriverò sull’argomento, ognuno focalizzato su una sola testata italiana contenente più serie differenti. Per ogni serie aspetterò che siano usciti già più di un numero prima di scriverci sopra, quindi questo mese troverete soltanto gli articoli su Incredibili Avengers (questo) e su Iron Man, per gli altri ci vorrà un po’ di pazienza. Mi scuso in anticipo ma per questioni economiche e, alle volte, di seri problemi di antipatia verso alcuni personaggi non potrò o non vorrò leggere e quindi parlare di tutte le testate, nello specifico credo che salterò i vari Spiderman in tutte le salse, Superior, Vendicatore ecc.,  Wolverine e probabilmente Deadpool, se mai entrerà nell’universo Now!. Se volete saperne di più su tali albi vi rimando al canale YouTube del tizio qualunque che sicuramente non mancherà di spendere due parole anche su di loro, e comunque fareste bene ad andarci che dice delle cose interessanti. Comunque vi assicuro che ne vedremo delle belle, ma bando alle ciance e partiamo subito con Incredibili Avengers. Continua a leggere

Storia dell’Universo Marvel parte 6 e ½: Civil War

Come promesso ecco qua la seconda parte dell’articolo riguardante Civil War, nella quale daremo un’occhiata alle varie testate regolari che hanno prestato le loro pagine ai numerosi side-events del crossover principale e cercheremo di buttare giù, più o meno alla buona, un ragionevole ordine di lettura. Continua a leggere

Storia dell’Universo Marvel parte 6: Civil War

Ci eravamo lasciati con House of M quasi due mesi fa, e mi scuso dell’enorme ritardo nella scrittura del presente articolo. Purtroppo, tra impegni universitari e amenità varie, questo giro ho fatto il passo più lungo della gamba e ho cercato (sbagliando completamente a calcolare i tempi) di rileggermi l’evento di cui andiamo a parlare con tutti i sotto-eventi collaterali apparsi sulle testate satellite. Ci ho messo troppissimo tempo e me ne scuso, anche se per motivi logistici non posso escludere che ritardi simili si ripetano nei prossimi articoli della serie Storia dell’Universo Marvel. Cioè, per dirla più francamente, tempo di non riuscire a mantenere da qui in avanti la cadenza regolare di un articolo a settimana. Mi spiace. Ma cominciamo.

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Come dicevo ci eravamo lasciati, quando ancora non faceva così caldo, parlando dello stupendo House of M, di Bendis e Coipel. Ora è tempo di proseguire e di dare un’occhiata alla saga principe del mondo Marvel moderno: Civil War. Vista la mole di volumi che la compongono che, per questa volta, ho deciso di recuperare (quasi) per intero questo articolo avrà una struttura un po’ diversa dagli altri: nella trama racconterò “solo” gli eventi principali, cercando di non dilungarmi troppo su side-events relativi a singoli personaggi, mentre nel commento cercherò di essere un po’ più esaustivo. Arriverà poi una seconda parte dell’articolo con il running order, l’ordine di lettura, della serie che consiglio di seguire nel caso si intenda approcciare questa bella opera, e lì scriverò due righe di commento sull’edizione italiana e sulla sua reperibilità. Quindi non ci resta che cominciare, buona lettura! Continua a leggere

Storia dell’Universo Marvel parte 2: Vendicatori Divisi

La settimana scorsa, come molti di voi ricorderanno, avevamo cominciato ad osservare la storia recente dell’Universo Marvel prendendola un po’ alla larga con Secret War che, come annunciato, non era un vero e proprio crossover come lo intendiamo ora (o almeno come lo intenderemo d’ora in avanti): per quanto fosse interessante cominciava e finiva praticamente lì e la si poteva prendere come uno one-shot scollegato dalla continuity ufficiale. Oggi parliamo del primo maxi-evento vero e proprio che ha scosso il mondo dei Vendicatori nella storia recente. Vendicatori Divisi esce nel 2004 (quasi contemporaneamente a Secret War) ed è anch’esso scritto da Brian Michael Bendis che, da quel momento, sarebbe diventato non solo il “gestore” di tutti o quasi gli eventi a venire ma anche uno tra gli scrittori più prolifici degli ultimi anni dimostrando, proprio con queste due saghe, la sua capacità di reggere più testate allo stesso tempo. Cominciamo dunque con la trama. Continua a leggere

Storia dell’Universo Marvel parte 1: Secret War

 

Ho deciso di cominciare la nostra run nella storia dell’Universo Marvel con questa saga, anche se non è propriamente un maxievento, per vari motivi. Sarebbe andato bene anche partire da Vendicatori Divisi, che è di fatto l’inizio della cronologia Marvel giunta fino ad oggi (non che prima non ci sia stato nulla, solo che i riferimenti si sono pian piano persi); tuttavia questo Secret War segna praticamente lo sbarco di Brian Michael Bendis come scrittore Marvel di punta per quanto riguarda i crossover; mi sembrava quindi giusto cominciare da qui e dare un occhio al suo primo lavoro in questo campo, visto che di lui sentiremo parlare spesso.

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Considerazioni preliminari su Marvel Now!

È da pochissimo uscito questo volume dal titolo incredibilmente altisonante Marvel Now! Prologo – l’inizio di una nuova era. Dato che il reboot Marvel è l’hot topic del momento volevo spendere due parole preliminari sull’argomento partendo da questo volume che, devo ammettere, non mi è dispiaciuto troppo. Intendiamoci: non è nulla di che, non aspettatevi da questa cinquantina di pagine nulla di più di un insieme (ristretto ad essere onesti) di anteprime tenute insieme da un collante un po’ scontato. Però per essere un’anteprima è fatta bene, e suscita interesse nei punti giusti. Quindi diamo un’occhiata generale, partendo dalla copertina.

La copertina presenta un po’ tutti i personaggi che faranno parte del reboot, e bisogna ammettere che alcuni sono davvero ben caratterizzati. Togliendo quelli uguali al solito, Cap, Spidey et al, ci sono: Cable in versione carnosa; Iron Man con l’armatura figa; il nuovo Nova; Thor costume nuovo che qui sembra figo ma sulla sua testata insomma e soprattutto Ciclope, con il costume più bello della sua carriera, sicuramente non convenzionale né classico, ma di grande impatto. Finalmente riescono a dare al mutante un costume che non sia una tutina. Figo davvero.

Ora parliamo di contenuti. Il collante di cui parlavo prima è: c’è un tizio che viene dal futuro. E cosa fa un tizio che viene dal futuro? Quello che farebbe chiunque se venisse dal futuro, gioca in borsa fino a farsi arrestare dallo S.H.I.E.L.D. che lo fa parlare con il nuovo Nick Fury e con il nuovissimo agente Coulson, messi lì per due soli motivi: creare un collegamento con l’universo cinematografico e dare significato al seguito di Fear Itself. Insomma sto tizio venuto dal futuro racconta delle cose, delle anticipazioni su alcune delle testate che vedremo nei prossimi mesi. La migliore a mio avviso è Guardiani della Galassia, che si apre qui con le origini di Peter Quill alias Starlord, se la qualità rimarrà quella del ciclo di Dan Abnett questa serie sarà a dir poco fenomenale. Mi è piaciuto abbastanza anche Cable in versione umana che leggeremo su Incredibili X-Men. Grossissima delusione per Nova, che disegnato da McGuinnes sembra la versione per bambini di Lanterna Verde anche se i testi di Jeph Loeb sono grandiosi come sempre.

Orribile Ant-Man, anche se non mi aspettavo granchè, e perplessità su Loki che “riunisce i Vendicatori”. Insomma, qualcosa di buono c’è, e staremo a vedere come il tutto evolverà nei prossimi tempi. Il volume di per sé non è male ma non mi ha rivelato niente di nuovo. Per concludere, di queste testate mi sento di consigliare Guardiani della GalassiaNova anche se con riserva (soprattutto sui disegni) e Cable e la X-Force. Per un giudizio sulle altre bisognerà aspettare un altro po’.

(tutte le immagini appartengono ai loro rispettivi proprietari)

Analisi: Anteprima di aprile 2013 – Panini

Anche questo mese Mega tarda ad arrivare sugli scaffali, quindi si parte con le novità Panini. Devo ammettere che quest’Anteprima è davvero scarna di contenuti, quindi cercherò di essere breve e risparmiare spazio per parlare d’altro. E con altro intendo Marvel Now!.

Cominciamo dall’editoriale, che pone giustamente l’attenzione su una nuova serie Bonelli che purtroppo non ho ancora avuto il tempo di recensire. Questa serie si intitola Le Storie, e si compone di albi autoconclusivi dal taglio storico. Sono usciti, ad ora, 7 volumi (l’ultimo non ce l’ho ancora) che spaziano da dalla Rivoluzione Francese, alla caduta del Muro di Berlino passando per il proibizionismo e per l’età coloniale inglese. A grandi linee posso dirvi che la serie merita molto e che quasi tutti i numeri usciti finora mi sono piaciuti. Vorrei porre l’accento, però, sulla strategia commerciale bonelliana (casa editrice che, francamente, non è esattamente nelle mie grazie): se nelle edicole e nelle fumetterie con licenze da edicola siamo al numero 7, perché nei circuiti normali e in Anteprima di questo mese è annunciata come novità l’uscita del numero 3? L’impressione che ho io è che la Bonelli, nella sua infinita arroganza, snobbi i circuiti ordinari di distribuzione, tanto non ne ha bisogno. Magari mi sbaglio.

Comunque. Novità. La novità più grossa (che la dice lunga sul contenuto di questo mese) è un cambio di grafica della rivista stessa, che rende quasi impossibile capire qualcosa. Ma andiamo avanti. Le testate Marvel Now! annunciate questo mese sono: I Nuovissimi X-Men di Brian Michael Bendis e Stuart Immonen che, nonostante abbia collaborato alla stronzata del secolo Fear Itself, è un disegnatore niente male; Fantastici Quattro, che per l’occasione sfoggiano un nuovo team composto da She-Hulk, Ant-Man, Medusa e Miss Cosa (?); forse Devil ma non ho capito, testata che peraltro comincerà ad ospitare un nuovo e finalmente figo gruppo di Thunderbolts; Thor e infine Capitan America illustrato dal grande John Romita Junior. Il resto, per quanto riguarda l’universo Marvel, si riduce alle usuali testate regolari e a qualche speciale, sul mondo X-Men.

La sezione Panini Comics riserva qualche sorpresa in più. Sigfried sembra interessante ma gli editori dovranno seriamente rivederne il costo: 96 pagine a 16,90€ è un furto, il lato divertente è che sopra l’immagine hanno pensato bene di scriverci “96 pagine a un prezzo speciale!”, bah. Poi c’è sta roba intitolata Mutafukaz, il cui unico commento è “Yo!”, e la cui descrizione comincia con una domanda. “È possibile mischiare hip-hop, lottta libera messicana e fantascienza in stile anni 50?” La mia personale risposta è “francamente speravo di no”. Poi ci sono una nuova serie di Garth Ennis, Dicks, e un nuovo albo noir della coppia Ellis-Burrows, Cicatrici. Ma i must di questo mese sono Supercrooks di Mark Millar e Lenil Yu, in cui dei supercriminali emigrano in Spagna dove la densità di eroi mascherati è minore, e l’omnibus Gea di Enoch, se vi piace il fumetto italiano d’autore.

Per quanto riguarda i manga le novità interessanti sono 3: Ichi the Killer, manga dall’autore di Homunculus da cui Takahashi Miike ha tratto l’omonimo film; 6000 Rokusen, che dovrebbe essere una specie di horror claustrofobico ambientato in fondo al mare; nonché la riedizione di Trigun, vero must-have per chiunque non ce l’abbia già. Non fatevi poi sfuggire i nuovi numeri di Dogs, di Knights of Sidonia e soprattutto di Evangelion Collection.

Alla fine mi sono dilungato lo stesso, quindi sarò breve (per il momento) su Marvel Now!. Per la prima volta da quando scrivo mi trovo quasi d’accordo con MML, che da mesi prova a convincerci che l’imminente reboot Marvel non è un reboot. D’accordo. Mi ha quasi convinto. Solo che lui la intende in maniera positiva, io no. Mi spiego. Tutte le testate si azzerano e ripartono da 1, cambiano i team di supereroi nonché i team creativi. Questo si dice “fare un reboot”. Tuttavia non viene cancellata la continuity precedente. Questo si dice “non avere le palle”. E si dice anche “attirare il neofita” con le false promesse di quell’1 stampato in copertina. Per concludere, mi sembra che attualmente Marvel Now! serva soltanto a farci comprare una svalangata di cover variant e affini, ma magari mi sbaglio.

 

Continuity, questa sconosciuta – Parte II

Facciamo un attimo un riepilogo. Ieri abbiamo visto che possiamo “aprire” il concetto di continuity in tre sottocategorie principali: continuity spaziale, temporale e “con il mondo esterno”. Abbiamo anche visto i problemi di pubblicazione legati a quest’ultima tipologia e ci stavamo chiedendo se ci fossero altri problemi, oltre a quello legato si può dire all’età dell’eroe che, come abbiamo visto, non è particolarmente rilevante a conti fatti.

In effetti altri problemi ci sono eccome e dipendono dalla componente temporale e da quella spaziale, nonché dalla loro interazione. È chiara, a questo punto, la necessità che direi essere praticamente assoluta di un qualche tipo di coerenza (in particolar modo temporale) all’interno di una testata e, in realtà, tra tutte le altre testate dello stesso universo. Per riprendere l’esempio di ieri, se in quel numero 10 di Batman la nostra Barbara Gordon rimane paralizzata, essa dovrà apparire paralizzata in tutti i numeri successivi non solo di Batman ma anche di ogni altro albo dello stesso universo (Superman, Lanterna Verde eccetera). Questo a meno che un preciso evento non spieghi il motivo di un’eventuale cambiamento di status: se Barbara viene curata, evidentemente potrà tornare a camminare. Ma in questo caso DOVRÀ tornare a camminare in ogni altra testata. Insomma. Bisogna essere coerenti ovunque. E questo, come dicevo ieri, è bene: dà senso di unità e di realismo alle vicende e non confonde il lettore. Tuttavia tutto ciò si tira dietro almeno 3 problemi.

1) Un qualunque scrittore che si trovi a scrivere, per la prima volta o anche dopo anni di lavoro ininterrotto, su una testata dovrà avere una conoscenza titanica di tutto quanto è successo prima del suo arrivo nell’universo in cui quella testata si colloca. Questo problema è in parte (in realtà spesso in maniera fasulla e illusoria) risolto operando delle azioni di reboot più o meno evidenti.

2) C’è bisogno di molta più cooperazione e molto più dialogo tra gli autori che scrivono storie su testate diverse ma che narrano eventi contemporanei. Il rischio altrimenti, e purtroppo molto spesso si vedono cose simili, è che Batman sia simultaneamente impegnato sia a Gotham City che, per dirne una, nello spazio assieme alla JLA. O, giusto per parlare un pochetto anche di Marvel, che Cap stia gestendo il disastro contro gli X-Men e allo stesso tempo sia in una navicella assieme ai Guardiani della Galassia a salvare l’universo da Thanos. Queste incongruenze narrative spesso sono giustificate dagli autori dicendo che la loro storia avviene, per esempio, in un futuro non troppo lontano nonostante sia pubblicata simultaneamente ad un’altra; ma se così fosse sarebbe meglio saperlo prima. Tutto ciò può essere evitato, con sforzo relativamente basso, assegnando la direzione generale delle testate a un editor o a un autore molto competente che dia le linee guida a chi scrive le rispettive testate, anche se ciò limita la libertà d’azione degli autori.

3) Ultimo ma non meno importante, questo problema è una versione del punto numero 1 che riguarda, tuttavia, non gli autori ma i lettori. Qualsiasi persona volesse iniziare a seguire una nuova testata dovrebbe possedere un certo grado di conoscenza di tutta la continuity ad essa collegata. Ad esempio se io volessi cominciare ora a seguire l’universo Marvel, per esempio la testata Avengers, dovrei recuperare e leggere una serie di opere precedenti (diciamo stando strettini da House of M in poi) che coprono pubblicazioni di una decina abbondante d’anni. Questo è economicamente e praticamente impossibile nella maggior parte dei casi. Questo problema viene aggirato dall’inserimento, alle volte forzato, di punti d’ingresso per nuovi lettori in cui magari si fa un riassunto, breve quanto basta, per godere le letture successive degli eventi importanti successi nel passato recente. Inoltre la continuity “ufficiale” viene man mano alleggerita in maniera naturale e quasi invisibile: a meno che un evento non sia incredibilmente importante (per esempio Civil War per l’universo Marvel o Sinestro War per Lanterna Verde) via via che il tempo passa ad esso si fanno sempre meno riferimenti fino a che averlo letto oppure no non influisce in nessun modo sulla fruibilità al lettore dell’opera attuale.

Tuttavia tutti questi “accorgimenti” non bastano: spesso gli autori perdono un po’ il controllo della situazione (quanto detto riguardo i Vendicatori sta succedendo ora) e i lettori, in particolar modo i neofiti, troppo spesso si sentono scoraggiati o restano spiazzati di fronte all’immane mole di conoscenza necessaria a leggere per bene un opera.

C’è inoltre un’altro problema, questo collegato prevalentemente all’aspetto spaziale di continuity, che è del tutto economico. Ogni volta che c’è un crossover, o un maxievento come dicono alla Marvel, esso toccherà più o meno pesantemente tutte le testate di quell’universo. Per leggere e comprendere a fondo un evento come AvX, per esempio, non sarà quindi sufficiente leggere soltanto la miniserie omonima, perché è troppo ridotta e dà soltanto una visione generale degli eventi. Bisognerà necessariamente leggere anche Capitan AmericaThorIron Man, Avengers, X-Men e Wolverine e gli X-Men, nonché AvX Versus per essere pignoli. Facendo anche solo una stima è evidente come la spesa mensile diventa in questo modo molto consistente, e anche questo può spaventare il lettore per esempio di manga abituato a comprare un albo contenente tutto quanto serve per la comprensione della storia.

Ma allora perché, se tutto è così complicato, qualcuno dovrebbe voler infilarsi in questo mondo? Per entrarci bisogna leggere un sacco di roba preliminare per farsi una cultura di base, leggersi le principali opere del passato dei vari personaggi per poter comprendere il loro comportamento attuale, comprare moltissime testate tutte intrecciate tra loro per apprezzare a fondo le varie sfumature di ogni opera, tenersi informati anche sulle testate che non si seguono perché potrebbe succedere qualcosa di importante, e infine stare attenti agli “errori” che alle volte gli stessi autori commettono. La risposta alla domanda “ne vale la pena?” secondo me, come ovvio, è affermativa anche se le motivazioni possono essere sfaccettate.

Il manga, come genere letterario, è paragonabile a un libro (nonostante sia tipicamente a puntate e, in alcuni casi, sia smodatamente lungo). Ha un inizio e una fine, e forma una trama completa in sé stessa. Il comic americano è del tutto differente, per tutto quello che abbiamo detto prima. Tuttavia riesce a fare una cosa che il manga non fa (e badate bene che non è né un merito né un demerito, usano semplicemente strumenti diversi): prende il lettore e lo lancia in un universo dalla notevole complessità e in continua evoluzione, un po’ come il mondo reale se vogliamo. Quindi secondo me vale la pena almeno provare a fare tutta quella fatica perché, una volta fatta, il fumetto supereroistico (in realtà non il fumetto stesso, ma la continuity che c’è dietro) dà delle sensazioni completamente diverse da ogni altro. È per me molto appagante, quando leggo un albo nuovo, riuscire a cogliere qua e là riferimenti a opere passate; riuscire a comprendere quali eventi passati di quel personaggio lo hanno portato lì e ora a fare quello che sta facendo; riuscire a intuire le ripercussioni che un arco narrativo può avere, anche a lungo termine, sull’universo di cui fa parte.

Grazie per l’attenzione durante questa tirata infinita e, temo, abbastanza noiosa. In questi due articoli ho cercato di spiegare cos’è la continuity, perché è importante (e piacevole) e che problemi si porta dietro. Quindi, in definitiva, i lettori affezionati di manga che seguono questo blog non siano timidi o preoccupati e provino a immergersi in questo mondo, se ne hanno la possibilità. Più avanti pensavo di affrontare una serie di speciali sulle varie saghe Marvel che ci hanno condotto a leggere le storie che leggiamo ora, un po’ per ricapitolare per quelli che le conoscono e un po’ per rimettere in pari chi volesse provare ad espandere i propri orizzonti dal Giappone all’America.

In realtà mancherebbe da rispondere a un’ultima domanda che avevo posto alla fine dello scorso articolo, ovvero come si trasmette la continuity nel processo di traduzione e pubblicazione estera, ma ne riparleremo più avanti. Grazie ancora di aver letto fin qua e alla prossima.