Top15 delle anteprime di gennaio

ratmanBentornati! Stiamo avvicinandosi alla fine di questo uggioso gennaio e sono finalmente usciti i nuovi numeri di Anteprima e Mega, con il loro carico di novità e allegria. Si fa per dire, perché in realtà questo mese la top15 delle novità è piuttosto scarna, come potrete notare tra qualche riga, con molte serie regolari e poche notizie davvero sugose. Ma… ci sono delle sorprese, com’è giusto che sia. E ci sono comunque moltissime cose da dire, perché questo 2014 fresco fresco si è aperto alla grande e di riflessioni da fare ce ne sono parecchie, forse anche più del solito. Non possono mancare infatti gli sproloqui di Paolo Accolti Gil e i bellissimi editoriali di Raffaele De Fazio (di cui parleremo nella seconda parte della classifica) e soprattutto non possono mancare i commenti alle usuali puttanate messe nero su bianco da Anteprima, e di questo parleremo ora prima di partire con la top. Buona lettura! Continua a leggere

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Animal Man, LA serie DC post-reboot

Con il reboot DC sono nate molte testate, sicuramente alcune più meritevoli di altre. La settimana scorsa avevo dato il mio parere positivo su una di queste, Justice League Dark, oggi vorrei proporne una seconda: Animal Man. Questo piccolo capolavoro di Jeff Lemire mi ha davvero colpito. La storia è piuttosto semplice. C’è il Rosso, che è il luogo della carne e della vita animale (almeno così lo intendo io), il cui avatar è la figlia di Buddy Baker alias Animal Man. C’è il Verde, il luogo delle piante e della crescita vegetale, il cui avatar è Alec Holland alias Swamp Thing (testata che a questo punto dovrò recuperare). Poi c’è la Putrefazione, il cui nome parla da solo, il cui avatar non si sa ancora chi sia. Questi tre luoghi, queste tre forze, devono coesistere in equilibrio, ognuna ha bisogno delle altre due per esistere, ma di tanto in tanto una di esse (in questo caso la Putrefazione) cerca di prendere il sopravvento.

Tutto questo gioco di equilibri è scritto talmente bene da essere commovente, con personaggi caratterizzati benissimo e vicende mai scontate. Animal Man, nonostante il nome, è il supereroe più umano di cui abbia mai letto: prima di tutto è un uomo, con dubbi e paure ma anche orgoglio e coraggio, poi è un padre e un marito, con ansie e preoccupazioni ma anche amore, e solo poi è un supereroe, con doveri morali. Non voglio parlare oltre della trama per non rivelare nulla, dico solo che è una delle cose migliori uscite dal reboot DC. Dico davvero.

I disegni poi sono la ciliegina su una torta buonissima. La trama, dall’inizio fino ad ora, ha sempre un che di disturbante, con la Putrefazione e i suoi araldi che avanzano. Lo stile di disegno di Travel Foreman e Dan Green rappresenta benissimo questo aspetto, riuscendo ad essere raccapricciante quando serve e poetico quando serve.

In conclusione, il fatto che questa testata si intersechi con Swamp Thing e con Justice League Dark (come il secondo numero lascia presagire) non può che farmi piacere, si sta creando una specie di microcosmo interno al macro universo DC, microcosmo nel quale però due serie su tre sono spettacolari. Quindi in conclusione, davvero stavolta, questo è davvero un bellissimo fumetto. Buona lettura.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

Il lato oscuro della Justice League

È passato un anno spaccato dalla pubblicazione in Italia del reboot DC e ormai quasi un anno e mezzo dalla nascita dell’etichetta RW Lion, ho quindi tutta l’intenzione e dati a sufficienza per affrontare, nei prossimi giorni, un resoconto approfondito di come stanno andando le cose. Non troppo bene, dal mio punto di vista (per quanto riguarda il reboot, la casa editrice mi sta convincendo un sacco). Nel frattempo vorrei parlare un po’ di una serie del New 52 che mi ha particolarmente colpito, in parte perché è davvero ben fatta e in parte probabilmente perché non nutrivo grossissime aspettative. Mi riferisco, come il titolo dell’articolo suggerisce, a Justice League Dark. È finora uscito un solo numero di quest’opera, e già dal prossimo cambierà lo scrittore, ma devo ammettere che nonostante il nome Peter Milligan sia stampato in copertina avevo deciso di non comprarlo. Errore. Non so cosa cosa mi sia preso, a Milligan bisogna dar fiducia. Per chi non lo avesse conosciuto sulle pagine di Hellblazer la testata Lanterne Rosse dovrebbe essere comunque una prova di abilità sufficiente. In ogni caso ho rimediato. E ho fatto bene.

Bisogna ammettere che la DC, almeno nell’ultimo periodo, ha un po’ abbandonato tutti quei personaggi che avevano a che fare con il sovrannaturale. Zatanna è praticamente scomparsa dopo Crisi d’Identità, relegata alle pagine quasi sconosciute in Italia di JSA; John Constantine aveva la sua serie iper-di-nicchia targata Vertigo; Madame Xanadu si è vista chiudere i battenti (con mio sommo dolore); non ricordo da quanto tempo Boston Brand non ha una testata tutta sua. Justice League Dark riunisce tutti questi personaggi, affrontando di conseguenza i temi della magia, dell’ignoto, e tutte quelle minacce che, per loro natura, non sono e non possono essere di competenza della JLA. Bisogna ammettere che quest’albo è un po’ strano, mi ha ricordato vagamente le tipiche sessioni iniziali di un qualsiasi gioco di ruolo in cui il master fornisce al gruppo un pretesto perché diventi effettivamente un gruppo e cooperi ad un fine unitario. E ciò è esattamente quanto accade in queste pagine: Madame Xanadu tira le fila e mette insieme una squadra che, pian piano, comincerà a lavorare assieme. I membri sono Madame Xanadu stessa, Deadman, John Constantine, Zatanna, Shade e Mindwarp; personaggi “pericolosi per loro stessi e per gli altri”. Le vicende sono davvero ben scritte, Milligan è un dannato genio e non si può negare che riesca a tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine. Non vorrei rivelare nulla della trama tranne il fatto che ha almeno due lati molto positivi. Primo. I dialoghi sono davvero ben pensati, la psicologia dei personaggi emerge per bene e non si ha mai la sensazione che qualcuno stia agendo a caso (eccezion fatta per il piccolo intervento della JLA all’inizio). Secondo. Il cattivo del volume (nessuno spoiler, viene detto tipo a pagina 4) è una certa Incantatrice. La stessa incantatrice che compariva in Flashpoint, all’epoca senza motivo. Vuoi a vedere che, dopo più di un anno, questa vicenda lasciata in sospeso verrà ripresa per mano e troverà una sorta di conclusione? Speriamo di si, anche se sono convinto che questa serie non abbia la visibilità che merita e non la riceverà grazie a questo.

Gli eroi mistici che formano la JLD e l’Incantatrice

In conclusione, ottimo albo. Davvero. Vedremo cosa succederà quando lo scrittore diventerà Jeff Lemire (scrittore che comunque ho molto apprezzato in Animal Man) e soprattutto cosa succederà con questa storia dell’Incantatrice, ma sono più che fiducioso. Consigliatissimo.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)