La terra dei figli

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Alcune volte capita che un libro ti entri sottopelle ancora prima di averlo per le mani, addirittura prima che arrivi effettivamente in libreria. Può essere per via di qualche immagine (nel caso di fumetti) trapelata, o per un titolo particolarmente accattivante, o per la fiducia maturata in anni di letture nell’autore in questione. In ogni caso, quando capita, ci si trova in una posizione scomoda: una parte di te spera che sia all’altezza delle aspettative, lo desidera, quasi vuole che sia all’altezza; un’altra parte già sa che sarà un libro fantastico, lo sa e basta.

Poi oh, qualche volta va fatta male e, all’uscita del libro, non si può che rimaner delusi, maledicendo quella parte di sé che pensa di sapere le cose e farebbe in realtà meglio a starsene zitta. Qualche volta, invece, tutto va liscio. E l’attesa, la speranza e il desiderio che alla fine vada tutto bene assumono un altro sapore. È il caso de La terra dei figli, il nuovo fumetto di Gipi.

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